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Paese

Dati Generali
Il paese di Orotelli
È un centro della Barbagia a 22 Km. da Nuoro. Sorge su un altopiano granitico, la Serra di Orotelli. Le origini risalgono al periodo nuragico, nel Medioevo fece parte della curatoria di Sarule, nel Giudicato del Logudoro, nel XII secolo divenne sede di diocesi. Successivamente fece parte del Giudicato di Arborea, passò agli Aragonesi e nel 1617 fu incorporato nel Marchesato di Orani, passato ai De Silva ne seguì le vicissitudini fino al 1839, data del suo riscatto. Nel centro storico è interessante vedere la parrocchiale di San Giovanni Battista, del 1139.
Il territorio di Orotelli
Altitudine: 167/673 m
Superficie: 61,2 Kmq
Popolazione: 2314
Maschi: 1120 - Femmine: 1194
Numero di famiglie: 823
Densità di abitanti: 37,81 per Kmq
Farmacia: via Margherita - tel. 0784 7978
Guardia medica: via Trieste - tel. 0784 78033
Carabinieri: corso Vittorio Emanuele, 53 - tel. 0784 79822

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Storia

OROTELLI, ORTELLI, anticamente Ortilli, villaggio della Sardegna nella provincia di Nuoro entro il mandamento di Orani, e in altri tempi parte della curato-ria del Dori, cantone del giudicato di Logudoro.

La sua situazione geografica è nella latitudine 40°, 18', 30", e nella longitudine dal meridiano di Cagliari 0°, 0'.

Siede sulla sommità d’un colle che declina con mite pendenza alla riva sinistra del Tirso, dal quale dista poco meno di quattro miglia.

Le falde di questo colle sono bagnate da due rivi, uno de’ quali ha origine nella regione settentrionale, l’altro a levante ne’ salti di Onniferi. Nelle loro acque trovansi alcune anguille.

Questo amplissimo territorio è generalmente arido e sono poche, e nessuna notevole, le fonti che si possono nominare. Le acque termali di Ullini trovansi dentro questo territorio. Si riconoscono simili a quelle di Benetutti; ma nessuno se ne giova.

I grandi vegetabili non sono molto numerosi, forse per effetto di antichi incendi. Le specie dominanti sono le quercie e i soveri, tra i quali vedonsi frequenti gli olivastri e i perastri.

Le specie selvatiche che vi trovano i cacciatori sono cinghiali e daini. Abbondano le volpi, e pari-mente le pernici e gli altri uccelli desiderati nelle mense.

Il clima è mite d’inverno, sicchè la neve resta per poco, caldo nell’estate, quando non son rare le tempeste e le folgori, l’aria insalubre nelle parti prossime al fiume, quando nell’estate rompesi il corso e si formano frequenti pantani, nel paese poco pura per il succidume che vedesi in tutte parti, e che fa nausea a’ passeggeri.

Popolazione. Gli orotellesi sono anime in circa 1385, distinti in maggiori di anni 20, maschi 360, femmine 375, e minori, maschi 330, femmine 320, e distribuiti in famiglie 340.

Del carattere de’ medesimi abbiam parlato nell’articolo della provincia Nuoro.

L’orotellese è facilmente conosciuto fra gli altri del dipartimento per questi particolari; che è incolto nella persona, malvestito e succido. Al che aggiunge di esser poco cortese ed ospitale.

Le donne non si curano meglio, e quando fanno il duolo per marito o padre sono immensamente più squallide e sordide; cessano di andare agli uffici divini, e per nessuna ragione si mostrano in pubblico.

Ne’ funerali usasi l’attito, e si fa un clamoroso piagnisteo tra le solite volgari ingiurie alla persona, perchè le dolenti si graffiano, si strappano i capelli per gittarli sul defunto e si percuotono con forza.

Si possono determinare le seguenti medie nel movimento della popolazione, nascite 50, morti 32, matrimoni 8. In occasione de’ matrimoni si fa per tre giorni gran festa e gozzoviglia.

Le malattie più comuni sono dolori laterali e apoplessie, delle quali è riconosciuta causa la gran consumazione che fassi di vino ed acquavite. Sonovi due flebotomi e si credono sufficienti a tutti i bisogni perchè a tutto vale il salasso.

Professioni. Sono applicati all’agricoltura uomini 310, alla pastorizia 140, non considerati i garzoni assai giovani, ai mestieri di prima necessità 15.

Le donne sono laboriose e van filando quando si trasferiscono da uno in altro luogo per vendervi i loro lavori o qualche prodotto. I telai per il poco lino e le lane sono circa 320.

Alla scuola primaria è raro che concorra alcuno, nessuno curando che i piccoli abbiano istruzione.

Agricoltura. In questo territorio, dove sarebbe sufficiente sussistenza a quattro volte tanto di popolo, sebbene l’arte agraria non fosse in migliori condizioni che sia, restano incolti immensi tratti che si potrebbero coltivare senza restringere di molto i pascoli troppo ampi per la solita quantità del bestiame.

I numeri ordinari della seminagione sono starelli di grano 550, d’orzo 450, di legumi 110.

Le operazioni agrarie sono fatte con poca intelligenza, e quando siasi seminato non si tocca più il campo che per la mietitura.

La fruttificazione solita del grano è al 10, quella dell’orzo al 15, quella de’ legumi al 12.

Pochissimi e brevi spazi sono coltivati per alcune specie ortensi, e ne’ medesimi oprano più spesso le donne, che gli uomini. Il prodotto del lino e del canape non è più che tanto vuolsi da’ particolari bisogni.

Le vigne sono poche e maltenute, sebbene questi paesani amino tanto il mosto. Essi però devon spendere una parte de’ loro tenui guadagni a fornirsene dai luoghi circonvicini.

I fruttiferi non sono molto variati nelle specie, nè considerevoli nel numero.

Grandi tratti di terreno, dove con macchie, dove con bosco di ghiandiferi, sono stati chiusi per nutrirvi il bestiame proprio o darlo a fitto. In alcune di queste tanche si adopera qualche parte idonea alle semenze e si fanno novali molto fruttuosi.

Pastorizia. I pascoli amplissimi, come notammo, producono a ogni specie di bestiame.

I numeri del bestiame manso sono i seguenti; buoi e vacche mannalite per le opere agrarie e pel trasporto, i primi 296, le seconde 120; cavalli e cavalle 100, majali 300, giumenti 360.

Quelli del bestiame rude sono vacche 2200, capre 4600, pecore 7500, porci 1500, cavalle 150.

La bontà de’ pascoli fa che i formaggi, sebbene manipolati con metodi non buoni, sieno di qualche pregio.

L’apicultura è molto trascurata.

Commercio. Gli orotellesi sono pochissimo industriosi, e però hanno pochi vantaggi da’ prodotti agrari e pastorali che vendono a negozianti di altri paesi, e dubito che negli anni più felici possano guadagnar più di 50 mila lire nuove.

Religione. Sebbene al pari di Orani tanto prossimi a Nuoro gli orotellesi appartengono alla diocesi di Alghero che resta così distante. La circoscrizione delle diocesi vorrebbe essere riformata, perchè l’amministrazione ecclesiastica nella facile vigilanza de’ vescovi procedesse con maggior utilità de’ popoli. La dignità della residenza in una città non è ragion che ha peso bilanciandola con la utilità de’ popoli che sono affidati alle sollecitudini d’un sacro pastore.

La cura delle anime è immediatamente raccomandata a un parroco, il quale tiene nella medesima coadiutori altri due o tre preti, ed ha il titolo di vicario.

La chiesa parrocchiale di antica struttura, che i sardi dicono arte pisana, è titolo canonicale, e intitolata da s. Giovanni Battista, nella cui vigilia da molte persone di questo popolo, per la crassa ignoranza in cui giacciono, sin poco dopo la mezzanotte si dà opera alle più assurde superstizioni. Credesi che nella medesima sia un santuario, al quale è sconosciuto l’ingresso, che fu chiuso nella espulsione de’ benedittini.

Orotelli era in un tempo residenza del vescovo dell’antica diocesi, che poi quando il seggio si trasportò in Ottana, fu diocesi ottanese. Del vescovo Ortillense è memoria in un diploma di Ugone vescovo nel 1139, e ne’ monumenti della conservazione della chiesa di Saccargia leggesi intervenuto alla medesima con la maggior parte degli altri vescovi de’ quattro regni o Giudicati su Episcopu Ortillen. Le chiese minori nel paese sono nominate dalla s. Croce, da s. Lussorio, da s. Antonio: ne’ salti una da s. Pietro, la quale dista due ore dal paese; la seconda da s. Michele a un’ora e mezzo; la terza dalla B. Vergine di Sinnia a un’ora; la quarta dal Santo Salvatore a mezz’ora; la quinta dallo Spirito Santo a distanza quasi eguale.

Le feste popolari con concorso sono per s. Giovanni Battista, s. Lussorio e lo Spirito Santo. In occasione delle quali si celebrano alcune piccole fiere e si ha lo spettacolo della corsa de’ cavalli.

Agli altri puzzori che contaminano l’aria del paese aggiugnesi quello de’ cadaveri mal sepolti nel cimiterio contiguo alla parrocchia.

Antichità. Non si possono indicare entro i termini d’una regione sì vasta, come l’orotellese, che due nuraghi, ma probabilmente sono assai più.

Presso la chiesa rurale di s. Pietro si riconoscono chiare le vestigia d’una popolazione che vi esistea in altri tempi. Consimili indizi vedonsi pure in altre parti, ma per le tradizioni mancate tra uomini immemori manca ogni lume sui popoli che vi abitarono.

Tradizioni

Feste e Tradizioni
Feste e Sagre a Orotelli
16/17 Gennaio: Sant’Antonio Abate, nelle piazze si accendono grandi falò che vengono preceduti da celebrazioni liturgiche, vengono distribuiti i pani benedetti, i dolci caratteristici e il tradizionale piatto di fave con lardo
1° Domenica di Quaresima - Su Carrasecare - Orotelli ritrova le antiche maschere della tradizione contadina scomparse nel 1850: "I TURPOS "(i ciechi), hanno un pesante cappotto di orbacee con il cappuccio calato sul viso che è coperto di fuliggine, sulle spalle numerosi campanacci; "SOS ERITAJOS "( portatori di ricci). Vestono un saio bianco con una collana di pelle di riccio e una benda rossa sul viso
I Riti della Settimana Santa: Giovedì e Venerdì Santo i Riti della Passione. Domenica di Pasqua S’Incontru. Due processioni, una con la Madonna ancora vestita a lutto e una col Cristo Risorto, partono da due parrocchie per incontrarsi e formare un unico corteo
8 Maggio: Festa della Madonna di Pompei, festa Religiosa
15/18 Maggio: Festa dello Spirito Santo, patrono di Orotelli
24 Giugno: Santu Janne De Lampadas, festa religiosa
29 Giugno: Festa di San Pietro, dopo il Rito Religioso si offre il pranzo a tutti i partecipanti
28 Agosto:Festa di San Giovanni Battista, rito religioso, processione con costume locale, corsa dei cavalli e spettacoli di vario genere
8 Settembre: Festa Madonna di Sinne, festa Religiosa